Acqua : quanta, quando e come berla.

acqua

L’ acqua è un nutriente, in quanto viene introdotta con l’alimentazione, ma non energetico, nel senso che non apporta calorie. Quotidianamente dobbiamo introdurre una certa quantità di acqua perchè quotidianamente ne perdiamo quindi c’è un bilancio idrico che deve essere mantenuto uguale a zero. E’ un elemento fondamentale per la vita e la sopravvivenza dell’organismo umano; se da un lato infatti si può digiunare per lunghi periodi, dall’altro sono sufficienti anche solo quattro ore di mancato apporto idrico per incorrere in perturbazioni metaboliche di rilievo. Grossolanamente possiamo dire che il corpo umano è fatto per il 60% di acqua di cui 1/3 si trova nel sangue e negli altri liquidi corporei, mentre i restanti 2/3 si trovano all’interno delle cellule.

L’acqua minerale è considerata la bevanda per eccellenza e apporta un quantitativo discreto di sali minerali. Per conoscere il contenuto totale di sali minerali (residuo fisso) nelle acque imbottigliate basta leggere l’etichetta.

Acque minimamente mineralizzate meno di 50 mg/litro

 

Acque oligominerali 50-500 mg/litro
Acque minerali propriamente dette (acque medio minerali) 500-1500 mg/litro

 

Acque fortemente mineralizzate più di 1500 mg/litro

 

 

Appurata l’inscindibilità del binomio acqua-vita, cerchiamo di dare una risposta ad alcuni interrogativi frequenti.

Quanto bere?

In generale si dovrebbe assumere 1ml di acqua per caloria ingerita. Buona parte viene assunta con gli alimenti, la restante è direttamente ricavata dai liquidi. è buona norma comunque assecondare sempre il senso di sete e anzi anticiparlo, bevendo a sufficienza, mediamente 1,5-2 litri di acqua al giorno. In determinate condizioni però questo fabbisogno aumenta. Ad esempio durante lo svolgimento di una moderata attività fisica la perdita di acqua per sudorazione si aggira, nella maggior parte delle persone, intorno a 1-2 litri per ora e determina anche perdita di sali minerali (soprattutto sodio, cloro e potassio). Nel caso di attività fisica non agonistica, una dieta equilibrata e sana, ricca di frutta, di verdura e di acqua, è più che sufficiente a reintegrare i sali persi. Ci sono poi determinate condizioni patologiche che provocano una maggiore perdita di liquidi (ad esempio gli stati febbrili o ripetuti episodi di diarrea), in cui l’acqua perduta deve essere reintegrata adeguatamente e tempestivamente. Inoltre chi affronta una dieta dimagrante dovrebbe bere maggiormente, così da stimolare l’eliminazione delle scorie legate al dimagrimento.

Quando e come?

Bere prima, durante o dopo il pasto non ha lo stesso significato. Per funzionare al meglio gli enzimi digestivi non devono essere eccessivamente diluiti: quindi se noi beviamo quantità eccessive di acqua durante il pasto determiniamo una riduzione della loro capacità di attacco nei confronti dei cibi ingeriti. Ne consegue un rallentamento della digestione. Bere abbondantemente prima e alla fine di un pasto può invece portare una sensazione di gonfiore. Un consiglio pratico può dunque essere quello di  bere frequentemente, in piccole quantità e lentamente.

Dott.ssa Eleonora Fiorillo

Dott.ssa Eleonora Fiorillo
Informazioni su Dott.ssa Eleonora Fiorillo 14 Articles
Laureata in Biologia (curriculum nutrizione) presso l’Università degli studi di Napoli Federico II, ho svolto attività di ricerca sviluppando la tesi presso il centro INYTA (Instituto de Nutricion y Tecnologia de los Alimentos) dell’Università di Granada. La mia esperienza all’estero mi ha permesso di inserire nel mio percorso formativo oltre a discipline di base come fisiologia della nutrizione, dietetica, biochimica e chimica degli alimenti anche alcune più particolari come nutrizione sportiva, cancro e alimentazione, nutrizione enterale e parenterale. Successivamente alla laurea ho conseguito l’abilitazione alla professione di biologo, preso parte ad un progetto Europeo sulla nutrizione presso il Secondo Policlinico e continuato la mia formazione professionale con i corsi di Nutrizione Umana e di Alimentazione per lo sportivo della Scuola di Nutrizione Salernitana. Attualmente svolgo come attività privata la professione di nutrizionista e data la mia passione per la nutrizione clinica, oltre a ciò, faccio volontariato presso l’ambulatorio di diabetologia e cura dell’obesità dell’Azienda Ospedaliera Monaldi.

Sei il primo a commentare

Lascia un messaggio

L'indirizzo email non sarà pubblicato.

*