Allattamento: cosa può mangiare la mamma?

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L’alimentazione della madre è uno dei fattori che fa variare la composizione del latte e di conseguenza influisce fortemente sulla crescita del neonato.

Dal punto di vista quantitativo va ricordato che l’allattamento è un lavoro gravoso quasi quanto quello della gravidanza e per questo la madre deve necessariamente mangiare un po’ di più, ma attenzione! Ciò non vuol dire che deve mangiare per due! Durante una giornata ella può produrre dai 750 ml a 1 L di latte e necessita di 500-700 calorie aggiuntive (rispetto a quelle di cui ha già normalmente bisogno) che corrispondono semplicemente a una piccola porzione di cibo in più.

Dal punto di vista qualitativo, invece, come deve regolarsi?

E’ bene ricordare che più l’alimentazione della mamma è variata, più il latte cambia sapore e maggiore è il gusto che prova il bambino. Per questo in passato si riteneva che alcuni cibi quali aglio, cipolla, cavoli, broccoli, asparagi e mandorle amare e alcune spezie fossero da escludere durante l’allattamento in quanto potevano conferire al latte odori o sapori che potevano risultare sgraditi al lattante, tanto da allontanarlo dal seno materno.

Tuttavia, recenti studi hanno dimostrato che se la madre ha assunto questi alimenti durante la gravidanza, il bambino è già abituato a questi sapori e non rifiuterà il latte. In più questa fase rappresenta proprio la prima educazione al gusto che il bambino riceve e durante lo svezzamento e l’infanzia il bambino sarà più portato ad assaggiare gusti diversi se la mamma glieli ha già fatti sperimentare durante la gravidanza e l’allattamento.

Alimenti consigliati

  • Pesce (salmone, acciughe, sardine, aringhe, trote, sgombri, cefalo, dentice, sogliola e platessa) per il contenuto di omega-3 e DHA che favoriscono lo sviluppo del sistema nervoso del bambino;
  • Legumi ricchi di fibre e poveri di colesterolo e acidi grassi;
  • Verdura ai pasti e frutta agli spuntini preferendo quella rossa o arancione o quelli a foglia verde ricche di vitamina A e vitamina C;
  • Acqua minerale e frutta secca ricche di calcio importante per lo sviluppo del sistema osseo del neonato.

Alimenti da evitare

  • Cibi allergizzanti (formaggi fermentati, crostacei, molluschi, mitili, cacao, cioccolato, fragole, ciliege, pesche e albicocche);
  • Caffè, tè, cacao e bevande a base di cola in quanto le sostanze eccitanti (caffeina e teina) che contengono passano nel latte. Se la madre prende un caffè dopo pranzo la caffeina arriverà nel latte intorno a mezzanotte e il bambino resterà sveglio quasi tutta la notte;
  • I superalcolici e il vino perché l’alcol etilico passa nel latte inibendone la produzione e provocando nel neonato sedazione, calo di zuccheri, vomito e diarrea;
  • La birra perché contiene, oltre all’alcol etilico, sostanze amaricanti che rendono sgradevole il sapore del latte e non è vero che fa produrre più latte;
  • Gli insaccati e gli affettati perché ricchi di additivi tossici e sodio che passa nel latte, fa trattenere acqua al bambino e può provocargli ipertensione;
  • Formaggi e il latte perché molto ricchi di aminoacidi aromatici nocivi per il sistema nervoso sia della mamma (che può provare stanchezza, fatica, emicrania) sia del bambino.

Se siamo ciò che mangiamo, come diceva Feuerbach ricordate che i vostri bambini saranno ciò che voi mangiate.

Dott.ssa Michela Capuzzoni

 

 

Dott.ssa Michela Capuzzoni
Informazioni su Dott.ssa Michela Capuzzoni 18 Articles
Nel 2015 ho conseguito con lode e menzione speciale alla carriera, per aver superato tutti gli esami col massimo dei voti, la laurea magistrale in Biologia, curriculum Nutrizione, presso l’Università degli studi di Napoli “Federico II”. Contemporaneamente al percorso di studi mi sono perfezionata in “Educazione alimentare e prevenzione delle malattie dismetaboliche” e nell’ottobre del 2015 ho ottenuto l’abilitazione all’esercizio della professione. Durante il mio percorso di studi ho avuto modo di approfondire varie discipline quali la fisiologia e la fisiopatologia endocrina della nutrizione, la nutrizione applicata, la dietetica, la biochimica della nutrizione e la chimica degli alimenti. Da diversi anni arricchisco continuamente la mia formazione seguendo vari corsi e seminari sull’alimentazione sportiva, clinica e della donna. Ho collaborato con l’ABNI (Associazione Biologi Nutrizionisti Italiani) al progetto “Energia degli Chef” col patrocinio dell’EXPO e della GdS Suez Energy intervenendo come docente e nutrizionista. Ad oggi lavoro come biologa nutrizionista in ambito privato continuando a coltivare la mia passione e il mio amore per la nutrizione.

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