Bulgur: cereale sconosciuto dalle innumerevoli qualità

bulgur

La dieta mediterranea, tipica dell’Italia e degli italiani, sta notevolmente cambiando. Che sia in bene o in male, il cambiamento sta comportando l’importazione di nuovi alimenti soprattutto dai paesi orientali. Uno di questi è il bulgur. Si tratta di un derivato del grano privato però della crusca e trattato secondo un metodo originario del Vicino Oriente: i germogli sono prima cotti al vapore, poi fatti seccare e infine macinati fino a formare dei piccoli pezzetti simili al couscous. Ne risulta un cereale dal gusto di nocciola e di colore dorato che si prepara rapidamente e molto facilmente. Essendo essenzialmente un derivato del frumento, presenta dunque le stesse caratteristiche nutrizionali del cereale di base: è ricco di fibre, carboidrati complessi, proteine e povero di grassi. 100 g di bulgur apportano circa 350 kcal quindi può essere molto nutriente. Il chicco contiene inoltre buone quantità di sali minerali tra cui magnesio, potassio, ferro e fosforo. Questi micronutrienti sono ben conservati nel bulgur a crudo ma, se bollito, se ne riduce drasticamente la loro concentrazione. Il bulgur si può cucinare in due modi:

  • Se destinato alla realizzazione di pasti freddi o insalate, viene messo in acqua bollente per circa un’ora e poi sgocciolato (insomma, cucinato come qualsiasi altro cereale);
  • Se invece si vuole consumare caldo, si può tostare il bulgur in un soffritto, bagnarlo di brodo e cuocerlo, coperto e senza mai mescolare.

Anche se forse ancora poco conosciuto, questo cereale si adatta a molte varietà di cibi. Infatti oltre a poter essere utilizzato per la prima colazione come cereale, esso entra nella composizione di un gran numero di piatti: il più noto è il taboulè, un’insalata di origine libanese che prevede l’uso di abbondante prezzemolo, pomodori, cipolla, menta, olio e succo di limone. In Turchia è fra gli ingredienti principali che farciscono gli involtini di foglie di vite. Si aggiunge alle minestre, alle insalate ed alle farciture. Associato ai legumi o alle carni costituisce un piatto completo. E’ possibile reperire il bulgur nei supermercati bio, nelle erboristerie ben fornite e nei negozi etnici. Difficilmente lo si trova nei supermercati tradizionali a differenza delle altre parti d’Europa.

 

 

 

Dott.ssa Lucia D’Anzi – biologa nutrizionista

 

Dott.ssa Lucia D'Anzi
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Sono la dottoressa D’Anzi Lucia. Ho conseguito il 24 marzo 2015 la laurea magistrale in Biologia (Federico II, Napoli) con indirizzo in biologia della nutrizione che è stata da sempre la mia passione; lavoro infatti come biologa nutrizionista presso un mio studio professionale e seguo continuamente corsi di formazione e di aggiornamento nell’ambito della nutrizione oltre che della biologia in tutte le sue sfaccettature. Ho superato l’esame di stato per l’abilitazione alla libera professione di biologo e sono ufficialmente iscritta all’albo professionale. Attualmente sto seguendo il master di II livello in “dietetica e nutrizione” presso l’università Cattolica del Sacro Cuore dove svolgo anche un tirocinio presso il policlinico Gemelli. Precedentemente ho già svolto tirocinio clinico presso l’azienda ospedaliera A.O.R.N. Cardarelli di Napoli in qualità di nutrizionista; in qualità di biologa ho invece svolto un tirocinio annuale di tesi magistrale in chimica organica presso il complesso universitario di Monte Sant’Angelo, Fuorigrotta (facoltà degli studi di Napoli Federico II).

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