Cachi: frutto tropicale di Novembre

cachi

Il diospiro, pianta probabilmente originaria della Cina ed appartenente alla grande famiglia dei legni duri, è la sola, di questa classe, che produce un frutto commestibile: il cachi. Questo frutto autunnale pende dai rami quando tutte le foglie sono cadute. Il termine kaki  è di origine giapponese ed è il frutto nazionale di questo paese; viene coltivato in Cina, Corea, Israele, negli Stati Uniti ma è arrivato anche in Italia alla fine del secolo scorso. Ne esistono diverse varietà che si classificano in due gruppi: il cachi asiatico, conosciuto e coltivato da più di mille anni ed il cachi americano, una varietà che cresce spontaneamente in alcune zone degli Stati Uniti. Gli indiani d’America usavano essiccare il cachi per poterlo consumare in ogni momento a seconda delle necessità. Deve essere consumato maturo e cioè quando è completamente molle altrimenti è astringente per l’alto contenuto di tannini. La sua buccia è commestibile proprio quando giunge a piena maturità e circonda una polpa  molto delicata e dolce… durante l’acquisto non bisogna fidarsi del colore in quanto il cachi è in genere molto colorato e non costituisce segno di maturazione ma, sicuramente,  bisogna evitare esemplari gialli o verdastri e scegliere frutti intatti. E’ delizioso al naturale estraendo la polpa con un cucchiaio, si può ridurre in purea aggiungengo qualche goccia di succo di limone per evitare lo scolorimento e può accompagnare gelati, torte e crepes. Tenere il cachi a temperatura ambiente se deve completare la maturazione oppure, per accellerare il processo, chiuderlo in un sacchetto di carta, per attivarlo ulteriormente ed inserendo frutti come banana o mela che sprigionano etilene; una volta maturo può essere conservato in frigorifero. E’ una buona fonte di provitamina A e fornisce anche potassio, vitamina C e rame; può essere un blando lassativo. Secondo alcune tradizioni contadine è possibile prevedere come sarà l’inverno attraverso la “lettura dei semi di cachi”: come? bisogna tagliare i cachi e ricavarne il nocciolo, questo viene aperto a metà e può contenere all’interno delle forme assomigliabili a delle posate di comune utilizzo; se il germoglio è a forma di cucchiaio cadrà molta neve mista a pioggia, se è a forma di forchetta ci si deve aspettare un inverno mite con neve leggera mentre se è a forma di coltello aspettiamoci un inverno ‘tagliente’ con venti forti e gelici. Buon divertimento!

 

Dott.ssa Lucia D’Anzi – biologa nutrizionista

Dott.ssa Lucia D'Anzi
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Sono la dottoressa D’Anzi Lucia. Ho conseguito il 24 marzo 2015 la laurea magistrale in Biologia (Federico II, Napoli) con indirizzo in biologia della nutrizione che è stata da sempre la mia passione; lavoro infatti come biologa nutrizionista presso un mio studio professionale e seguo continuamente corsi di formazione e di aggiornamento nell’ambito della nutrizione oltre che della biologia in tutte le sue sfaccettature. Ho superato l’esame di stato per l’abilitazione alla libera professione di biologo e sono ufficialmente iscritta all’albo professionale. Attualmente sto seguendo il master di II livello in “dietetica e nutrizione” presso l’università Cattolica del Sacro Cuore dove svolgo anche un tirocinio presso il policlinico Gemelli. Precedentemente ho già svolto tirocinio clinico presso l’azienda ospedaliera A.O.R.N. Cardarelli di Napoli in qualità di nutrizionista; in qualità di biologa ho invece svolto un tirocinio annuale di tesi magistrale in chimica organica presso il complesso universitario di Monte Sant’Angelo, Fuorigrotta (facoltà degli studi di Napoli Federico II).

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