Calcoli renali: alcuni consigli pratici

calcolosi

La calcolosi renale è la presenza, nell’apparato urinario, di formazioni cristalline chiamate calcoli che derivano dalla precipitazione e dell’aggregazione di soluti presenti nelle urine. La formazione di calcoli è una condizione molto frequente, nella popolazione femminile più di quella maschile, anche se il rischio di questa patologia tende ad aumentare in tutti i soggetti al di sopra dei 40-50 anni. Forse non tutti sanno che esistono vari tipi di calcoli che derivano da cause differenti e che vengono curati, anche tramite l’alimentazione, in maniera diversa. Vediamone alcuni:

  • calcoli di ossalato di calcio: causati da un accumulo di ossalato e da una quantità eccessiva di calcio assorbito nell’intestino. L’ossalato è un intermedio del metabolismo di alcuni amminoacidi
  • calcoli di cistina: sono causati da una anormale concentrazione di cistina nell’urina derivante da una condizione definita cistinuria. La cistina è il prodotto di ossidazione dell’amminoacido cisteina
  • calcoli di acido urico: l’acido urico deriva sia dal metabolismo dei nucleotidi e quindi da un metabolismo endogeno e sia dall’ingestione con la dieta attraverso i cibi

Nei vari tipi di calcoli è bene seguire alcune regole alimentari per evitare di incorrere in sintomatologie molto forti. Nella calcolosi ossalica è importante:

  • ridurre l’assunzione di acido ossalico presente nei cibi quali thè, bevande gassate, succhi di frutta, nocciole, cioccolata, cavoli
  • seguire una dieta normocalcica
  • bere almeno 2,5l di acqua al giorno che favorisce il funzionamento del rene ed evita che le sostanze vadano a precipitare ulteriormente
  • cuocere le verdure in acqua con aggiunta di aceto perché questo favorisce l’eliminazione di grosse quantità di tali sostanze che rimangono nell’acqua di cottura

Per la calcolosi cistinica è ugualmente importante assumere forti quantità di acqua preferendo acqua alcalina, monitorare il contenuto di sodio e quindi limitare il sale da cucina ed una alimentazione troppo salata e, dato che la cistina deriva dal metabolismo della metionina, è il caso di regolare anche la sua assunzione limitando i cibi che la contengono (mortadella, fagioli crudi, pasta all’uovo, riso brillato, carne in scatola, sogliola); infine per la calcolosi uratica è importante ridurre l’introito di sostanze molto grasse e proteiche e in particolare il consumo di carne, soprattutto quella rossa e di frattaglie (cuore, fegato, rene); ridurre fortemente l’uso di bevande alcoliche (consiglio che conviene seguire in tutti e tre i casi), prevenire la precipitazione di acido urico nell’urina utilizzando alimenti alcalinizzanti come ad esempio arance e limoni, introdurre molta acqua e, in caso di obesità, è consigliabile una dieta che riconduca ad un peso normale. Tenersi informati sulla qualità dei cibi e sulla loro assunzione è relativamente significativo per prevenire e, a volte anche curare, alcune condizioni patologiche fortemente dipendenti dall’alimentazione.

 

Dott.ssa Lucia D’Anzi – biologa nutrizionista

 

Dott.ssa Lucia D'Anzi
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Sono la dottoressa D’Anzi Lucia. Ho conseguito il 24 marzo 2015 la laurea magistrale in Biologia (Federico II, Napoli) con indirizzo in biologia della nutrizione che è stata da sempre la mia passione; lavoro infatti come biologa nutrizionista presso un mio studio professionale e seguo continuamente corsi di formazione e di aggiornamento nell’ambito della nutrizione oltre che della biologia in tutte le sue sfaccettature. Ho superato l’esame di stato per l’abilitazione alla libera professione di biologo e sono ufficialmente iscritta all’albo professionale. Attualmente sto seguendo il master di II livello in “dietetica e nutrizione” presso l’università Cattolica del Sacro Cuore dove svolgo anche un tirocinio presso il policlinico Gemelli. Precedentemente ho già svolto tirocinio clinico presso l’azienda ospedaliera A.O.R.N. Cardarelli di Napoli in qualità di nutrizionista; in qualità di biologa ho invece svolto un tirocinio annuale di tesi magistrale in chimica organica presso il complesso universitario di Monte Sant’Angelo, Fuorigrotta (facoltà degli studi di Napoli Federico II).

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