Stipsi: terapia dietetica alla base di un problema troppo diffuso

stipsi

La stipsi è un disturbo molto manifesto nelle varie fasce d’età; colpisce infatti bambini, adolescenti, adulti e anziani (questi ultimi sono tra l’altro i più colpiti insieme alle donne). Uno dei principali motivi per cui questo disturbo occupa un range molto largo è la difficoltà ad individuare una definizione condivisa e uguale per tutti, quindi facciamo chiarezza. Parliamo di stipsi quando sono presenti due o più sintomi seguenti:

–         Sforzo eccessivo durante l’evacuazione

–         Sensazione di evacuazione incompleta

–         Feci dure nella maggior parte delle evacuazioni

–         Sensazioni di blocco od ostruzione rettale

–         Meno di tre evacuazioni a settimana

Essa può essere un sintomo di una patologia o di una condizione già in atto (condizioni di malassorbimento, gravidanza, farmaci…) ed in questo caso bisogna studiarne i motivi a monte e curarli, oppure, quando non è conseguenza di una patologia, viene considerata essa stessa una patologia e quindi si avvia un trattamento specifico basato su indicazioni dietetiche e comportamentali. Come prima cosa è fondamentale aumentare l’apporto di fibre, quindi cominciare ad introdurre cibi integrali oltre che porzioni giornaliere di frutta e verdura, questo perché le fibre agiscono strettamente a livello gastrointestinale favorendo l’evacuazione delle feci; insieme alla fibra è bene assumere contemporaneamente elevate quantità di acqua, cercando di arrivare almeno a due litri al giorno. Ulteriori benefici si ottengono svolgendo attività fisica in quanto l’esercizio fisico agisce a livello della muscolatura addominale (che è quella che agisce in primo piano durante l’evacuazione), rinforzandola. Un altro aspetto da non sottovalutare è quello di non ignorare lo stimolo della defecazione a causa di ritmi troppo veloci o orari improponibili, anche perché questo va a riversarsi su tutto il nostro organismo causando appesantimento e maggiore difficoltà nell’evacuazione successiva. Sicuramente attuare queste poche abitudini può aiutare nell’attenuare e magari risolvere il problema ma occorre del tempo prima di ottenere benefici notevoli.

 

Dott. ssa Lucia D’Anzi – biologa nutrizionista

Dott.ssa Lucia D'Anzi
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Sono la dottoressa D’Anzi Lucia. Ho conseguito il 24 marzo 2015 la laurea magistrale in Biologia (Federico II, Napoli) con indirizzo in biologia della nutrizione che è stata da sempre la mia passione; lavoro infatti come biologa nutrizionista presso un mio studio professionale e seguo continuamente corsi di formazione e di aggiornamento nell’ambito della nutrizione oltre che della biologia in tutte le sue sfaccettature. Ho superato l’esame di stato per l’abilitazione alla libera professione di biologo e sono ufficialmente iscritta all’albo professionale. Attualmente sto seguendo il master di II livello in “dietetica e nutrizione” presso l’università Cattolica del Sacro Cuore dove svolgo anche un tirocinio presso il policlinico Gemelli. Precedentemente ho già svolto tirocinio clinico presso l’azienda ospedaliera A.O.R.N. Cardarelli di Napoli in qualità di nutrizionista; in qualità di biologa ho invece svolto un tirocinio annuale di tesi magistrale in chimica organica presso il complesso universitario di Monte Sant’Angelo, Fuorigrotta (facoltà degli studi di Napoli Federico II).

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