Allergie alimentari: alta prevalenza in età pediatrica

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Le allergie alimentari sono particolarmente frequenti nei primi tre anni di vita anche se dipende molto dal tipo di alimentazione materna assunta durante la gravidanza e l’allattamento. Le maggiori allergie sono riferibili a latte, uova, semi e molluschi. Recentemente, si sta manifestando in maniera significativa anche l’allergia alla frutta che trova molta associazione con la sensibilità ad altri allergeni apparentemente non correlati ad esempio con allergia ai pollini o alle graminacee. Tra i principali allergeni alimentari riconosciamo:

–          Latte vaccino: una miscela di proteine ed è la più frequente nei bambini di età inferiore ad un anno. Si può risolvere nei primi tre anni di vita (accade nel 90% dei casi), ma può anche permanere per tutta la vita. Anche i bambini allattati al seno possono reagire contro specifiche proteine del latte materno ma è un caso più raro. Escludere gli alimenti allergizzanti e sostituirli con altri ipoallergenici rappresenta il trattamento migliore. I sostituti del latte vaccino più frequentemente utilizzati sono le formule a base di soia.

–          Uovo: l’albume è la porzione più allergenica e l’uovo cotto è meno allergenico di quello crudo. Viene anche questa diagnosticata in età pediatrica ma non è così semplice. L’uovo contiene almeno 24 proteine allergeniche ma sono soprattutto l’ovalbumina e l’ovomucoide quelle che permettono di distinguere le forme di allergia all’uovo cotto e crudo

–          Arachidi e legumi: al contrario delle precedenti allergie, quella agli arachidi non si attenua con l’età. La proteina in gioco è la vicilina presente in legumi, noci, nocciole e mandorle. Questa è rischiosa per il fatto che molti alimenti confezionati contengono in misura nascosta tracce: alcune etichette possono “mascherare” ai genitori la presenza di frutta secca

–          Frutta: in particolare mele, prugne, albicocche, pesche e ciliegie. La frutta è il primo alimento, dopo il latte, ad essere somministrato al bambino intorno al sesto mese di vita. E’ spesso correlata ad una reazione crociata con gli allergeni di pollini e lattice.

–          Pesce: si fa particolare riferimento a molluschi e crostacei anche se si tende ad eliminare completamente dalla dieta questi alimenti almeno fino ai 2 anni di età proprio per la loro forte azione allergenica; nonostante ciò il pesce è il terzo più frequente allergene dopo uova e latte vaccino in età pediatrica e non solo. Questa allergia è tendenzialmente persistente.

Tutto quello che mangiamo è ben collegato all’ambiente che ci circonda!

 

 

Dott.ssa Lucia D’Anzi – biologa nutrizionista

 

Dott.ssa Lucia D'Anzi
Informazioni su Dott.ssa Lucia D'Anzi 68 Articles
Sono la dottoressa D’Anzi Lucia. Ho conseguito il 24 marzo 2015 la laurea magistrale in Biologia (Federico II, Napoli) con indirizzo in biologia della nutrizione che è stata da sempre la mia passione; lavoro infatti come biologa nutrizionista presso un mio studio professionale e seguo continuamente corsi di formazione e di aggiornamento nell’ambito della nutrizione oltre che della biologia in tutte le sue sfaccettature. Ho superato l’esame di stato per l’abilitazione alla libera professione di biologo e sono ufficialmente iscritta all’albo professionale. Attualmente sto seguendo il master di II livello in “dietetica e nutrizione” presso l’università Cattolica del Sacro Cuore dove svolgo anche un tirocinio presso il policlinico Gemelli. Precedentemente ho già svolto tirocinio clinico presso l’azienda ospedaliera A.O.R.N. Cardarelli di Napoli in qualità di nutrizionista; in qualità di biologa ho invece svolto un tirocinio annuale di tesi magistrale in chimica organica presso il complesso universitario di Monte Sant’Angelo, Fuorigrotta (facoltà degli studi di Napoli Federico II).

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