Quanto pescato che mangiamo è italiano?

 

Dalle vongole e gamberetti cinesi trattati con antibiotici vietati in Europa al pangasio del Mekong spacciato per cernia fino al filetto di brosme venduto come baccalà, è sempre più chiaro come il settore ittico sia tra i più attaccati dai meccanismi di frode internazionali. L’attenzione sulla questione è mantenuta elevata dalla Coldiretti che in occasione dell’incontro “Le frodi: dal mare alla tavola” ha trattato ampiamente l’argomento. Nonostante si stia lavorando in sede Europea per la ristrutturazione delle etichette i frodatori riescono sempre di più a piazzare la loro merce sia sul banco vendita che all’interno delle strutture di ristorazione.
Dalla lettura dei dati si apprende che nel 2014 sono circa settecento milioni i chili di merce ittica importata, con un aumento del 4% rispetto all’anno precedente. I consigli per i consumatori restano sempre gli stessi. Per evitare pesce importato è preferibile l’acquisto dai pescatori unito ad una attenta lettura delle etichette per quanto riguarda il pesce acquistato dai canali di distribuzione più grandi. Fortunatamente, a livello comunitario sono varie le novità che stanno facendo breccia nel mondo dei consumatori. Tra queste, l’obbligo di fornire la data di congelamento insieme all’eventuale data di “decongelamento”. Inoltre, cosa che non tutti sanno, diviene obbligatorio indicare in etichetta la dicitura “pesce ricomposto” per quei prodotti che sembrano un unico pezzo ma che in realtà derivano da più parti di pesci diversi trattati con additivi ed enzimi.

Giuseppe Amato

Dr. Giuseppe Amato - Biologo Nutrizionista
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Nel 2014 ho conseguito la Laurea in Biologia con lode presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Nell’ambito del percorso di studi ho scelto il curriculum specifico di Biologia della Nutrizione incentrando così la mia preparazione sulle principali discipline del campo tra cui fisiologia della nutrizione avanzata, nutrizione applicata, chimica degli alimenti, biochimica della nutrizione. Parallelamente al completamento del percorso di studi, ho conseguito il Perfezionamento in Nutrizione Ottimale che mi ha permesso di approfondire molti aspetti teorico-pratici della nutrizione applicata. Laureato e perfezionato, nello stesso anno ho ottenuto l’abilitazione all’esercizio della professione. Attualmente svolgo la professione di biologo nutrizionista in ambito privato senza tralasciare la mia passione per l'attività di divulgazione, di prevenzione e per il sociale.

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