Pesce azzurro: benefici e proprietà nutrizionali

pesce azzurro

In una Dieta Mediterranea che si rispetti, il pesce azzurro è uno di quegli alimenti che non dovrebbe mai mancare sulle nostre tavole. Consumare pesce azzurro, infatti, vuol dire riscoprire quelle antiche tradizioni alimentari che affondano le loro radici nel bacino del Mediterraneo.

Il nome, che solo a sentirlo ci ricorda il profumo del mare, deriva dalla colorazione tipica blu scuro dorsale e argentea ventrale, tipica dei pesci che abbondano nei nostri mari. Parliamo delle alici, sarde e sardine, lo sgombro, l’aguglia e l’alaccia. Questi pesci, di piccole dimensioni, sono molto economici e si trovano facilmente freschi al banco, proprio perché si tratta di pesce a “chilometro zero”.

Questo non è un aspetto da sottovalutare, in quanto spesso, purtroppo, il mangiar bene e il mangiare sano, non è un “lusso” che tutti si possono permettere. Seguire un regime alimentare di un certo tipo, infatti, richiede anche un certo dispendio economico, in quanto gli alimenti più salutari, che sono poi proprio quelli che si discostano dalla grande distribuzione, sono anche quelli più cari. Basta, infatti, confrontare il prezzo di un alimento che troviamo in qualsiasi supermercato con quello dello stesso alimento che invece troviamo nel negozietto biologico. Quindi, il costo di una “dieta” fatta in un certo modo, è un problema reale, da non dimenticare, soprattutto in questi tempi di crisi economica.

Il pesce azzurro, invece, rappresenta una valida alternativa per chi vuole alimentarsi bene senza spendere un occhio della testa. Può essere, dunque, consumato anche un po’ più spesso, e in quantità anche libere (non dimentichiamoci che nella Dieta Mediterranea, il consumo di pesce è consigliato almeno 2-3 volte alla settimana).

Sono inoltre considerati pesci “azzurri” anche pesci che non si accomunano molto, per forme e dimensioni differiscono molto da quelli sopra citati, parliamo di pesce spada, tonno, aringa, lampuga, alalunga, palamita e alletterato.

Proprietà nutrizionali

Il pesce azzurro è molto leggero, facile da masticare e da digerire (perfetto per anziani e bambini). Le sue carni pregiate sono poco caloriche e ricche di proteine nobili, il che rende un alimento proteico che si sostituisce ad altri più grassi e calorici (come carne rossa e latticini).

È ricco di acidi grassi “buoni”, gli omega3, che fanno molto bene al cervello, al cuore, aiutano a regolare i livelli di colesterolo, aumentando quello buono (HDL) e contrastando quello cattivo (LDL), contrastano i meccanismi dell’invecchiamento cellulare, e in generale aiutano a migliorare il quadro metabolico dell’organismo. Non dimentichiamo che gli omega3 sono acidi grassi essenziali, che il nostro organismo non riesce a produrseli da solo, e quindi devono essere necessariamente introdotti con l’alimentazione.

Inoltre è ricco di sali minerali, come iodio, sodio, selenio, fosforo, potassio, calcio e ferro e vitamine come A e B.

È importante precisare che il pesce azzurro va consumato fresco, e non inscatolato, per mantenere inalterate le proprietà organolettiche e nutrizionali. Il pesce in scatola, infatti, è ricco di conservanti e additivi vari, aggiunti per permettere una lunga conservazione dell’alimento. Inoltre pesci come tonno, sgombro, acciughe e sardine, conservati sott’olio sono molto più pesanti da digerire e sono molto più calorici, quindi perdono quelle caratteristiche che rendono il pesce azzurro un pesce di ottima qualità.

 

Dott.ssa Carmen Pagano

Dott.ssa Carmen Pagano
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Laureata nel 2014 all’Università degli Studi di Napoli “Federico II” in Biologia. Nel mio percorso di studio ho indirizzato la mia formazione verso la Nutrizione, da sempre la mia passione, con un curriculum specifico che comprendeva discipline come la fisiologia, fisiologia della Nutrizione, biochimica della nutrizione, microbiologia degli alimenti, regolazione del peso corporeo, dietetica, nutrizione avanzata, nutrizione applicata e chimica degli alimenti. Dopo la laurea ho svolto attività di ricerca ottenendo pubblicazioni su varie riviste scientifiche. Perfezionata durante il corso di studi in “Nutrizione Ottimale” e in “Igiene e tecnologie degli alimenti”, attualmente svolgo l’attività di Biologa Nutrizionista, dopo aver conseguito l’abilitazione all’esercizio professionale nel 2015.

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