Reflusso gastrico: è la dieta a fare la differenza. Ecco perché:

reflusso

 

Il reflusso gastrico è una condizione che accomuna sempre più italiani. Non sempre si parla di “malattia” in quanto per rientrare in questa definizione l’individuo che ne soffre deve mostrare sintomi specifici come la sensazione di acido in bocca e bruciore in corrispondenza dello sterno. In tal caso è possibile parlare di una probabile MRGE (malattia da reflusso gastroesofageo). Altri sintomi, detti atipici, possono essere tosse faringite, asma, erosioni dentali, raucedine, difficoltà ad ingoiare.

I fattori che influiscono sull’insorgenza della malattia sono vari. Tra questi vi è sicuramente l’imperfetta occlusione dello sfintere gastroesofageo, una sorta di valvola posta tra esofago e stomaco. Il reflusso può anche rivelarsi diretta conseguenza di un rallentamento dello svuotamento gastrico o di una ridotta motilità dell’esofago stesso. Alcune condizioni che possono indurre reflusso sono la gravidanza e l’obesità. Nel primo caso può accadere che il feto, facendo pressione sullo stomaco, possa determinare una perdita di succo gastrico a livello dello sfintere gastroesofageo. Nel secondo caso, il grasso addominale in eccesso può esercitare una pressione sullo stomaco costringendolo ad aprirsi parzialmente. Non da ultimi, anche situazioni di ansia e stress prolungati possono agire sulla comparsa dei sintomi.

Come gestirlo

Oltre alle cure farmacologiche, la via di risoluzione del problema passa necessariamente lo stile di vita a partire, ovviamente, dall’alimentazione. La dieta ideale per chi soffre di reflusso deve essere strutturata considerando tutti i cibi potenzialmente dannosi. Al di là dei cibi in sé, quello che influisce molto è la quantità del singolo pasto e la distribuzione dei pasti durante la giornata. Si consigliano dunque cinque pasti al giorno costituiti da porzioni moderate. Anche masticare lentamente e a lungo può aiutare. Sminuzzare al meglio il cibo, infatti, ne consente una minore permanenza nello stomaco.

Accorgimenti comportamentali

Chi soffre di reflusso può attenuarne i sintomi evitando di stendersi subito dopo aver consumato un pasto. Nella fase postprandiale è consigliabile attendere un paio d’ore prima di stendersi o, meglio ancora, fare una breve passeggiata. Anche quando ci si stende, è meglio ottenere un’inclinazione innalzando la parte del letto che accoglie le spalle. In tal modo si evita che la gravità contribuisca al reflusso. Evitare di indossare abiti stretti nella fase postprandiale evita sicuramente un eccessivo aumento della pressione addominale. Anche l’attività fisica è un ottimo alleato. Il movimento infatti, aiuta ad aumentare lo svuotamento gastrico e di conseguenza a ridurre la probabilità che si sviluppi una pressione tale da indurre l’apertura dello sfintere gastroesofageo.

Da evitare sicuramente fumo, acol e caffè

La caffeina agisce a livello dei recettori presenti sulle cellule gastriche stimolando una maggior produzione di acido cloridrico, con conseguente aumento dell’acidità generale dell’ambiente gastrico. Ecco perché è utile sostituire il caffè con altre bevande come orzo o decaffeinato. Il fumo di sigaretta, invece, determina un rilassamento dello sfintere gastroesofageo determinando quindi una maggior fuoriuscita di succhi gastrici. L’alcol, ancora, può direttamente irritare la mucosa. È bene quindi evitare i superalcolici e, se proprio non si rinuncia al vino, preferire il vino rosso al bianco ma assumendone al massimo tre bicchieri al giorno. Anche le bevande gassate sono da evitare in quanto incrementano il quantitativo d’aria nello stomaco che a sua volta esercita una maggior pressione sullo sfintere gastroesofageo.

Altri alimenti da evitare

I cibi la cui ingestione incide negativamente sul fenomeno del reflusso possono essere divisi in due gruppi: cibi ricchi in grassi e irritanti.

Al primo gruppo appartengono essenzialmente i fritti, in particolar modo il cibo da fast food, cioccolato, panna, insaccati e alcuni tipi di formaggio. Appartengono al secondo gruppo caffè, tè, alcolici, cacao, cipolla, pomodori e spezie. Sono da preferire dunque pane, pasta, latte scremato, riso e verdure in generale.

Seguendo tutte queste indicazioni è assolutamente possibile alleviare i sintomi del reflusso ma solo una dieta personalizzata può risolvere definitivamente il problema senza pesare eccessivamente sullo stile di vita, le abitudini lavorative e, perché no, sui gusti.

 

Giuseppe Amato

Dr. Giuseppe Amato - Biologo Nutrizionista
Informazioni su Dr. Giuseppe Amato - Biologo Nutrizionista 47 Articles
Nel 2014 ho conseguito la Laurea in Biologia con lode presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Nell’ambito del percorso di studi ho scelto il curriculum specifico di Biologia della Nutrizione incentrando così la mia preparazione sulle principali discipline del campo tra cui fisiologia della nutrizione avanzata, nutrizione applicata, chimica degli alimenti, biochimica della nutrizione. Parallelamente al completamento del percorso di studi, ho conseguito il Perfezionamento in Nutrizione Ottimale che mi ha permesso di approfondire molti aspetti teorico-pratici della nutrizione applicata. Laureato e perfezionato, nello stesso anno ho ottenuto l’abilitazione all’esercizio della professione. Attualmente svolgo la professione di biologo nutrizionista in ambito privato senza tralasciare la mia passione per l'attività di divulgazione, di prevenzione e per il sociale.

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